(via diariodiunincantevolesquilibrata)
Io non sono arrabbiata con te perché te ne sei andato.
Assolutamente, davvero.
Perché capita di stancarsi delle persone, capita di voler staccare un po’.
Ma non così.
Non
così
Non come hai fatto tu.
Non dopo tutto quello che mi hai detto.
Ed era ovvio che ci avrei creduto, lo sai che sono ingenua.
Ma non dopo i sorrisi, quelli che ti rimangono impressi in mente per settimane. Dopo i baci, le chiamate fino notte fonda e gli abbracci con 30° gradi fuori.
E non ci voglio credere che per te sia stata solo una cotta e via, che non piangevi con il pugno al muro per le nostre litigate, per la nostra paura di perderci. Che non sorridevi non appena arrivava un mio messaggio, che non ti mancavo, che non sentivi anche tu quella sensazione di pienezza quando mi baciavi: perché farebbe ancora più male.
Perché non ci voglio credere che solo per me sei stato il mio primo vero amore, mentre per te era un gioco.
“Perché io ti ho amato, solo come una folle ama.
Sappi solo che ti aiuterò, non so come, ma io… ti starò accanto.
Non ci conosciamo ancora bene, ma sei stato uno dei primi che ho conosciuto.
Ho scoperto la tua storia per caso. E ora mi sento in dovere d’aiutarti.
Stai su, sei una delle persone più gentili che conosca. Sei buono, non faresti del male a nessuno e hai visto come sono…
Se cadi tu, io che cosa dovrei fare?
Ti voglio bene, davvero.